martedì 8 dicembre 2020

San Pietro di Milazzo: storia, leggende e curiosità.

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Pippo Geraci

San Pietro di Milazzo: storia, leggende e curiosità. San Pietro Spadafora, oggi San Pietro di Milazzo, in provincia di Messina. Il piccolo borgo ha una popolazione di un migliaio di abitanti ma è un autentico scrigno di storia , tradizioni e natura. Orgoglioso testimone del glorioso passato.
E’ posto nel cuore della verde pianura milazzese a poco più di tre chilometri dal centro.
Appartenuto alla famiglia dei principi Spadafora , “nobile famiglia siciliana di cui le prime tracce certificate risalgono al 1230. Nei secoli il Casato ha avuto il predominio su cinque principati, un ducato, due marchesati, una contea e venticinque baronie. Alcuni dei componenti della famiglia hanno occupato cariche di primo piano nel Regno di Sicilia e in alcuni Stati Europei”. Il villaggio di San Pietro, nasce agli inizi del 1400 come piccolo casale di campagna, l’ 11 febbraio 1628, Branciforte Antonio Spadafora Moncada ottiene la concessione ad erigere in Baronia la proprietà di San Pietro. Federico Spadafora con privilegio emanato a Madrid il 29 maggio 1673, ottiene la concessione del titolo di duca di San Pietro Spadafora. Muzio Spadafora, marchese di Policastrelli è stato il primo ad avere la concessione di Principe di San Pietro Spadafora grazie al privilegio rilasciato a Madrid il 4 maggio 1710. Nel corso dell’assedio spagnolo di Milazzo (1718-19), difesa dagli austro-piemontesi, San Pietro fu quartiere generale dell’armata iberica, il cui generalissimo, il marchese di Lede, trovò ospitalità presso i principi Spadafora fedeli alla causa spagnola.
Nel 1737 Carlo VI di Borbone concesse al principe Guttierez di popolare il feudo in aperto contrasto con la giurisdizione di Milazzo e nel 1745 al signore di S. Pietro fu concesso anche il << mero e misto imperio>>, sicché il villaggio fu del tutto sottratto alla città di Milazzo, pertanto sino alla fine dell’800 si ebbe il caso singolare di una piccola << San Marino>> piantata nel cuore del territorio allora sottoposto all’amministrazione di Milazzo (che mai riuscì a sopportare questo oltraggio). L’abate Vito Amico che a metà del Settecento aveva compilato il Dizionario Topografico della Sicilia, scriveva: <“Piccola terra nel territorio di Milazzo, di recentissima fondazione, per opera di Guallerio e volgarmente Guttero Spatafora principe di Maletto e Venetico, il quale impetrò nell’anno 1737 col diritto di spada il privilegio di congregar gente, e nel suo territorio di S. Pietro dei Carriaggi fabbricò quella terricciuola con ampie e rette vie e con una parrocchia sacra al santo apostolo. Oggi è abitata da 137 anime. … La possiede col titolo di principato Muzio Spatafora >. Nel 1812 San Pietro Spadafora fu elevato in Comune autonomo con una estensione di 15,71 ettari e una popolazione di 600 unità. La storia vuole che la mattina del 20 luglio 1860, San Pietro è testimone del primo cruciale scontro tra garibaldini e soldati borbonici.
All’attacco delle camice rosse i reparti borbonici reagiscono violentemente costringendo i garibaldini a indietreggiare e riparare vicino a “Villa Zirilli” e qui all’ombra del grande albero di eucalipto , detto “a paluggiara”, furono ricoverati i feriti .
Ancora oggi si racconta che nelle notte del mese di luglio passando sotto il grande albero, il venticello estivo, girando tra i rami e le foglie, produce degli “strani gemiti” che vengono associati ai lamenti dei moribondi della fatidica battaglia. Nel 1865 la nuova legge vietava le sepolture nelle chiese, per questo , viene costruito un cimitero alla periferia del paese. Il 14 agosto 1879 il comune di San Pietro Spadafora con un decreto regio viene soppresso e unito al comune di Milazzo.
Ultimo sindaco di San Pietro Spadafora fu Filippo Muscianisi. Oggi, sulla strada principale di San Pietro di Milazzo, in via Policastrelli al civico 194 , si trova l’antico palazzo principesco dei Spadafora, edificato nel Quattrocento e ricostruito nel Settecento, con decreto della Regione Sicilia, è dichiarato di interesse storico ed architettonico in quanto costituisce un significativo esempio di architettura dei secoli XV, XVI, XVII e XVIII insieme alla chiesa annessa, dedicata a “San Pietro Apostolo”, qui si trova la pregevole statua della madonna dormiente <Maria SS. Assunta in cielo>. Il palazzo Spadafora ha avuto diversi ospiti tra cui Luigi Filippo I d’Orleans e la consorte Maria Amelia, figlia di Ferdinando III di Borbone. Ospite speciale di San Pietro è stato il letterato Federico De Roberto (1861-1927) , uno dei più grandi scrittori italiani amico di Giovanni Verga e di Luigi Capuana. Famoso il suo capolavoro "I Viceré"(1894) che Leonardo Sciascia lo definì il più grande romanzo italiano dopo "I Promessi sposi", fu sostenitore convinto della poetica naturalista e verista.
Soggiornò a Milazzo per un lungo periodo, in diversi luoghi e in stagioni diverse, fra gli anni Settanta e gli anni Novanta nell’800.
A San Pietro all’interno del Giardino del Gelso di Villa Zirilli ambientò l’amore impossibile di Uzeda, la protagonista del romanzo “L’illusione” (pubblicato nel 1891). Ancora oggi, la Villa Zirilli è uno straordinario parco botanico del 700 che conserva intatto tutto il suo fascino. Un grande sanpietrino è l’eroe Giacomo Picciolo, nato a Milazzo il 24 febbraio 1921, sottotenente del 17° Reggimento fanteria “Acqui” , passato poi al Comando della 6° Brigata “Nello” della 3 Div. Garibaldi Pajetta nella zona del Verbano.
Caduto il 16 marzo 1945 a Borgosesia (Vercelli) nella battaglia di Romagnano Sesia, per i suoi meriti è stato insignito di medaglia di bronzo al valor militare. Da tempo, al grande eroe, è stata dedicata una via di San Pietro. L’atleta più emblematico di San Pietro è certamente Antonino Trio (04-06-1993) , pluricampione italiano del salto in lungo, vanta un personale di 7m96, tesserato dall’Athletic club 96 Alperia di Bolzano e allenato da Cristian La Grassa e Michele Basile.
Antonio segue una lunga tradizione familiare di campioni nell’ atletica leggera : il padre Diego (ex campione italiano allievi nel salto in alto, lo zio Saverio Iarrera (ex campione italiano juniores nel mezzofondo).
Pressoché certo che per la prossima stagione agonistica, il nostro fuoriclasse farà parlare tutto il mondo sportivo in quanto è preparato per spiccare il grande volo e andare oltre gli otto metri, così da rientrare in un élite di grandi campioni. Pippo Geraci



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